martedì 30 novembre 1999

elucubrazioni notturne sulle etichette...

il radical chic è chi finge di avere una cultura superiore alla media...

alcuni sono solo indottrinati, nel senso che hanno cultura solo in un determinato settore...

fanno gli alternativi principalmente quando sono in pubblico.

persone da cui amo stare alla larga.

l'homo barbarus è quell'uomo terra terra che è più genuino, che difficilmente ti farebbe male così per farlo, ma che adora il gf e tutte quelle minchiate e se non cambia cell, ma soprattutto se non lo paga a rate si sente male.

la via è nel mezzo...(lo dicevano anche budda e i taoisti secoli fa...)


 


diciamo che se uno si ferma ad osservare la gente che hai intorno nel tuo microcosmo, è normale fare delle classificazioni...è darwiniano come concetto...e decisamente naturale.


 


non c'è nulla di razzista.


 


se mi fermo sul lungotevere, subito dopo piazza trilussa noterò una piazzetta stupenda sulla dx. in questa piazzetta ci sostano centinaia di persone ogni santo giorno dall'aperitivo alle 2 del mattino.


 


se mi fermo e osservo dalle 18 alle 2 le persone che frequentano quella piazzetta, noterò delle somiglianze tra loro...


 


somiglianze nel vestiario


 


somiglianze nel modo di muoversi


 


somiglianze nel modo di parlare e ridere


 


cellulari simili...


 


mezzi di locomozione simili...in prevalenza smart, roma è la capitale...anche delle smart...


 


e tutti questi soggetti lì a parlare con un bicchiere di plastica o una birra in mano.


 


e parlano


 


e parlano


 


e parlano...


 


ma cosa cazzo avranno da dirsi tutto quel tempo mi chiedo..


 


mi avvicino e provo ad ascoltare...un ascoltatore silente come direbbero su radio rock...


 


e ascolto...


 


20min in una parte della piazzetta...


 


20min in un'altra e così via...


 


assurdo...


 


parlano sempre delle stesse cose...


 


con gli stessi toni.


 


e vi assicuro che gli argomenti con il passare delle stagioni sono sempre simili, cambiano piccole sfumature...


 


se poi mi fermo a piazza trilussa e mi siedo sulle scale...tutta un'altra tipolgia di persone.


 


stranieri, italiani, punkettoni, cani, barboni, tutti che sostano seduti nel più totale frastuono...ma in un posto magico...piazza trilussa ha un qualcosa di magico.


 


e sono lì che chiacchierano...tutti con tutti, capita che scambi 2 chiacchiere anche con il tipo vicino, anche solo per chiedergli se anche a lui si sta gelando il culo stando seduto sul marmo.


 


il vestiario, il modo di relazionarsi, qui è già diverso, è più eterogeneo e ci sono molte meno persone rispetto alla piazzetta descritta sopra.


 


prima dell'apertura del locale della piazzetta, gli stessi soggetti occupavano solo una parte di piazza trilussa e della stradina adiacente(guardando le scale a sx) perchè faceva fico, anzi scusate, era trendy, andare a prendere l'aperitivo in un buco di locale, che essendo buco costringeva la gente a stare fuori, lì...ma lì lì.


 


ora non c'è più tutta quella gente e forse è meglio del resto non si integravano con il resto della piazza, che guardavano con disprezzo e superiorità.


 


più avanti, continuando sul lungotevere, arrivi in fondo, giri a sx sul ponte e poi subito a dx, ancora dritto, tranquilli non siete contromano, e in fondo c'è un ex centro sociale. dico ex perchè quella che chiamano "sottoscrizione obbligatoria di tot euro" mi sembra una presa per il culo.


 


prima della sottoscrizione obbligatoria era un posto piacevole dove andare a sentire buona musica punk, rock e non solo...andavo solo per le prime due, il reggae e l'elettronica non si sposano con il mio metabolismo.


 


dicevo...era un posto tranquillo, lasciavi qualche spiccio all'entrata, quando c'era qualche concerto si faceva la colla per lasciare qualche soldino in più e poi altri soldi li davamo al "bar" chi per le birre, chi per l'aranciata...poche lire, molto meno che in qualsiasi locale, avevano prezzi sociali e questo era ottimo.


 


chi voleva si faceva le bombe, chi i chilotti, chi le pipe, chi le botte, chi le paste...insomma ce n'era per tutti i gusti e la farmacia era fuori e dentro.


 


era fuori soprattutto per quelli che poi hanno invaso e rovinato i centri sociali.


 


quelli che andavano fuori a fare gli alternativi e che lasciavano l'sh50(ai tempi era da pariolini)lontano e facevano finta di essere arrivati a piedi e con i mezzi pubblici...quelli che arrivavano direttamente con la macchina fica e con il motorino, compravano quello che dovevano comprare e telavano...c'era un certo giro...


 


solo che poi, qualcuno ha decso che essere alternativo, vestire, punk, o xl era una cosa fica...che farsi crescere i capelli da rastone o rasarsi era superkkkuuuuullllll(lo so che non si scrive così, ma inseritelo all'interno del contesto), che andare al villaggio, ops l'ho detto, a nfarsi le bombe, senza entrare era una cosa trendy....che palle sto trend...


 


questi di cui vi ho appena scritto sono quelle che venivano chiamate neozecche o più semplicemente finti-alternativi.


 


oggi, sono i radical chic.


 


quando andavo lì, prima di tutto questo casino, c'erano indubbiamente soggetti diversi da quelli che andavano il sabato sera al veleno o al gilda...


 


parlavano di cose diverse, si vestivano diversi...ma tra loro erano simili...


 


lasciando il motorino o la moto a piazza del popolo potete fare un giro turistico per il tridente e notare soprattutto un’altra categoria…quelli che negli anni ’90 avevano i capelli a spazzola ingelatinati o erano rasati, le cui ragazze camminavano su scarpe da ginnastica con zeppe da lesione dei legamenti della caviglia, tutti rigorosamente con il bomberino, maschi e femmine, in estate e in inverno…


 


anche loro hanno avuto un processo evolutivo, con l’arrivo della napapjiri e dell’sh50 color canna di fucile…


 


tutte le giacche e le felpe della napapjiri con le scritte più vistose e più brutte erano le loro…


 


gli sh50 fighetti da quelli loro li riconoscevi da quanto erano preparati e dal caschetto a scodella, se era indossato.


 


Abbandonate le scarpe con le zeppe la nike ha fatto i miliardi proprio con loro…le scarpe da ginnastica più costose e più tamarre le potevi vedere sedendoti alla panchina di fronte l’hotel in via del corso…c’era e c’è uno struscio assurdo.


 


Non capisco perché gli piaccia così tanto farsi le vasche avanti e indietro per via del corso…


 


Oppure perché abbiano deciso di colonizzare e rendere inaccessibile il Pincio…luogo di ritrovo soprattutto notturno in cui mostrare macchine con le lucine…non quelle che girano e che piacciono a Caruso Pascoski, ma quelle che sono sotto le macchine…si ritrovano e fanno sentire quanto rumore riescono a fare i loro stereo…


 


in conclusione, ognuno di noi fa parte di un gruppo, di un branco, di una mandria, di una classe...


 


abbiamo etichette sulla fronte e codici a barre tatuati sul culo.


 


siamo così riconoscibili nelle nostre diversità solo perché ci hanno fatto credere che lo potevamo essere.


 


ma sono pochi che veramente non vogliono essere etichettati, altri invece si sentono a proprio agio.


 


chi crede ancora in una religione qualunque essa sia, ha bisogno di far parte di una "chiesa".


 


chi alle urne esprime il proprio voto dandolo a qualche politico, lo fa perché anche se afferma il contrario vuole che quella bandiera gli faccia aumentare lo stipendio e che non gli tagli la pensione.


 


chi si reca allo stadio, si sente accomunato da una maglia, da dei colori, dall'urlare il nome di calciatori che oggi sono iper amati e domani iper odiati solo perché hanno scelto una squadra più ricca...


 


chi ama la moto, è accomunato dalla passione per la moto, per quel rumore e quell'adrenalina...


 


cmq, anch’io sono etichettabile...come motociclista...con i pregi e difetti che questa etichetta si porta.


 


sta poi al singolo, dimostrare di essere diverso anche dal gruppo di cui si fa parte.


 


magari non essendo settari, non frequentando sempre le stesse compagnie...allargare le proprie vedute con qualcuno di valido con cui scambiare due parole che siano, però, costruttive...


 


 


 


 

1 commento:

  1. Come diceva quel tale? "non ti curar di lor ma guarda e passa..."

    E poi magari c'è pure qualcuno che la pensa come te ma fa cose diverse. E senza etichetta.

    Miche

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