martedì 30 novembre 1999

riflessioni sul grande alfred hitchcock

 Da qualche settimana ho finito di leggere un libro di trouffaut sul grande maestro del suspence.


è una raccolta di interviste fatte dal regista francese nell'arco di molti anni e pubblicate dopo la scomparsa di hitchcock.


affrontano praticamente tutti i film di hitchcock, ovviamente dal punto di vista tecnico che più tecnico non si può.


ciò che in questi giorni ho pensato, andando al cinema e vedendo film diversi sia x realizzazione che x soggetto, è che se dovessi fare il regista, mai lo farei con lo scopo che aveva il grande maestro.


lui pensava e girava film pensando a come questi potessero piacere allo spettatore medio o impaurirlo. non concordo.


x me il cinema è la mia maniera di esprimermi, di esternerare ciò che vedo e come lo vedo. ovvio che il film deve piacere, ma non è detto che debba piacere a tutti. sotto questo punto di vista mi sento molto tarantiniano. i suoi film, soprattutto kill bill 1e2 sono quello che + gli piace del cinema.


sicuramente il background cinematografico del maestro inglese e quelle di tarantino sono diverse, soprattutto se si pensa che il primo ha iniziato girando film senza sonoro!!!


durante la lettura mi sentivo sempre + distante sia da trouffaut che dallo stesso hitchcock. il regista francese di cui ammetto aver visto pochi film, proprio non mi piace,mentre decisamente mi piacciono i film del regista inglese, anche quelli che lui stesso non ha apprezzato.


la prima impressione del libro è stata decisamente positiva, e lo è ancora, anche se non mi sono piaciuti i toni usati tra loro quasi che si stessero compiacendo l'uno dell'altro, come se trouffaut cercasse l'approvazione del maestro al suo modo di fare cinema, facendo osservazioni avolte molto + che scontate.


è cmq un libro che consiglio e ringrazio federico x avermelo regalato.


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