martedì 30 novembre 1999
Carne e sangue - Michael Cunningham
l’ho scelto xè di cunningham avevo già letto e amato the hours. l’ho regalato a mia madre xè lei mi aveva fatto leggere 100 anni di solitudine di marquez. carne e sangue. un titolo un programma. entrambe sono il tappeto su cui si srotolano 100 anni di una famiglia. non è proprio un rifacimento di 100anni di solitudine di marquez, anche se potrebbe sembrare, ma è un’insieme di situazioni tipo di una qualsiasi famiglia statunitense. 100 anni sono necessari,o forse bastano, per mostrare vizi, valori, drammi, gioie, difetti, pregi, ipocrisie e incongruenze di quel sistema e di quelle regole che per tanto hanno difeso e che tante vite ha sacrificato. non è la tipica famigliola medio-piccolo borghese, o almeno, non lo è all’inizio, come non lo è alla fine. inizia nel 1935, una famiglia greca immigrata negli usa, tradizioni greche che incontrano nuove tradizioni. la rigidità di un uomo cresciuto nella povertà e nel lavoro, nel duro lavoro di cantiere quando non si è nativi e quindi si è ghettizzati. lui nel 1935 era solo un ragazzo che dalla grecia arrivò negli usa senza sapere una parola di inglese, ma con tanta voglia di lavorare. lui sarà quel pater familias con i suoi insegnamenti e comportamenti darà ad una serie di reazioni a catena che coinvolgeranno tutta la sua famiglia e che solo l’ultimo nipote sarà in grado, l’ultimo di quella famiglia , forse, sarà in grado, dopo un secolo, di vivere una vita piena con la propria famiglia, da integrato, da uomo libero, da padre...con tutto quello che ne consegue... il concetto di famiglia implica una serie di eventi e situazioni che si ripetono anche a distanza di 100 anni, cambiano le sfumature, ma le avversità interne, le incomprensioni e l’affetto no. constantine, questo è il suo nome. constantine è un lavoratore con molta poca cultura, ma con un senso degli affari sviluppato. constantine è un bravo padre e un bravo marito. se lo fosse stato 20anni prima...ora è desueto, vecchio, non di età, ma nel modo di affrontare figli e moglie. mary, sua moglie. sposa constantine da ragazza, impone una rigidità all’interno del rapporto estrema. sembra sempre che abbia da dire sul marito, quasi che lo odi. anche quando la loro situazione economica volgerà dal piccolo-borghese al ricco. il suo modo di trattare il marito non cambierà. donna dura, che non si scompone, cleptomane e depressa. non è la classica madre che fa da tramite tra marito e figli. la perfezione di una torta, di una casa tenuta perfettamente in ordine, il dover apparire perfetta, sempre, la manda nel panico quando i nipoti e i figli la vanno a trovare, entrando in quella casa perfetta, sedendo alla tavola con i tovaglioli perfettamente piegati, andando quindi a rovinare la perfezione. avranno tre figli a partire dagli anni 50.. la splendida susan, destinata ad essere la principessa, ma non la regina in quanto non bionda e non nativa, del ballo del congedo scoalstico. destinata a sposare il suo primo amore, l’uomo perfetto, di sani principi, studioso, lavoratore destinato ad essere governatore e forse presidente degli stati uniti. destinata a fare la casalinga, lavoro e vita che anche la madre aveva scelto. destinata ad avere un figlio esternamente perfetto, capace di riuscire in tutto, sempre educato e al suo posto,ma con una luce diversa negli occhi. questa luce si scontrerà contro la cultura impartitagli e lo sconvolgerà. il controverso figlio dei fiori bill. sempre in lotta con il padre, una natura, la sua, “contro”. la madre lo capiva, o almeno, pensava di capirlo. non rappresentava il genere di figlio che era “bene” avere negli anni 60, anni in cui, ragazzi, come bill, si facevano crescere i capelli fino alle spalle, portavano pantaloni a zampa e camicioni floreali. la selvaggia zoe. la piccola e selvaggia zoe. lei che sognava di vivere su un albero e in mezzo alla natura e si ritrova a vivere nei bassi fondi di new york per seguire la sua natura di selvaggia. lei che avrà un figlio che sarà lo specchio del cambiamento, che sarà il punto di svolta per una cultura, per una famiglia. lui grazie alla madre, allo zio will, alla zia cassandra, avrà la possibilità di crescere, vivere e apprezzare la vita in maniera diversa da come la madre, gli zii e i nonni hanno dovuto viverla. niente più moralismi o ipocrisie; la sua vita da uomo, prima di diventare padre, l’ha vissuta pienamente, grazie alle lotte fatte da chi l’ha preceduto. il cerchio si chiude con jamal padre che chiede allo zio/padre will come affrontare i problemi di dialogo con i propri figli...siamo nel 2035... libro bellissimo, intenso, veloce nella lettura, a volte decisamente crudo e nudo e forse un pò forte x alcuni. ma è un libro da leggere assolutamente.
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