martedì 30 novembre 1999

La guerra dei Mondi - Steven Spielberg

indeciso...sì decisamente indeciso tra il giudicare questo film negativamente o positivamente.


la storia la conscono tutti...arrivano gli alieni, e ci sterminano...forse...


 


il film di per sè è godibile, scorre tranquillo e piacevole, soprattutto il primo tempo.


 


Cruise bravo come al solito(a me piace e tanto), rende molto la parte del 40enne con il complesso di peter pan.


 


Dakota Fanning, brava, anche se qualcosa nella sua interpretazione stonava.


 


Tim Robbins...sarebbe stato meglio usare un altro attore per una parte simile.


Decisamente sprecato.


 


Il personaggio del figlio rappresenta l’americano medio e ignorante molto più del personaggio di Robbins, vuole combattere contro un nemico imbattibile con l’unica forza della sua convinzione dell’essere un cittadino degli USA.


 


quello che assolutamente non mi è piaciuto è stato il doppiaggio. non puoi cambiare la voce a tom cruise!!!! ho impiegato qualche minuto ad abituarmi.


 


 


Spielberg è un grande, anche se stavolta l'ha fatta un pò troppo fuori dal vasetto. il soggetto era importante e invece di fare un film politico, come fu il primo, ne ha fatto uno di fantascienza. voleva, credo, mettere angoscia e paura. non è riuscito nel suo scopo.


 


estremamente deludente è il finale secondo una chiave di lettura che lo vede riprendere il libro di h.g.wells. finale buonista e tipicamente americano con riscoperta dei valori e happy ending mieloso fatto di abbracci e pianti.


inoltre poteva essere data una spiegazione più chiara del come e perché gli alieni che per milioni di anni ci hanno osservato e studiato, non abbiamo fatto caso a quel fenomeno chiamato evoluzione della specie che ha anche il vantaggio di rendere l'essere, terrestre in questo caso, autoimmune nel passare delle generazioni a determinati virus e batteri.


 


l'altra chiave di lettura, ma molto molto fantascientifica, è quella che vede compiuto lo sterminio del genere umano.


Loro si ritrovano in questa Boston miracolosamente non distrutta e ritrovano vivi la ex moglie di Cruise, il figlio, che tutti ritenevano morto, dato che si era unito all’esercito in un attacco suicida caratterizzato da soldati con normali fucili mitragliatori contro tripodi enormi con lo shield e con armi sconosciute all’uomo e per questo terribilmente efficaci nell’abbattere qualsiasi difesa, i nonni, tutti sorridenti in case totalmente nuove e immacolate.


 


secondo me erano in una specie di paradiso. dato che il figlio accetta il padre come tale chiamandolo "papà"(cosa che aveva fatto una sola volta durante il film), con tanto di abbraccio strappalacrime e perdono da parte dell'ex moglie.


 


da non rivedere…(scrissi ai tempi)…invece…


 


…L’ho appena rivisto in inglese…maledetto doppiaggio…Cruise è dannatamente bravo, la Fanning una screamer di prim’ordine decisamente fastidiosa…


 


devo fare qualche correzione al giudizio che ho espresso sulla versione di Spielberg.


C’è molta critica sociale, non politica, ma sociale.


 


L’essere disposti a tutto, anche uccidere una bambina(che per quanto urlava l’avrei fatta secca anch’io) per una macchina…


 


La razionalità cede allo stato di necessità, alla violenza e stupidità della massa.


 


Le scene di isteria di massa sono rese benissimo e lo sguardo del regista è impietoso.


Non li giustifica.


In questo caso non è una scriminante.


 


Molto intensa la scena dentro la cantina quando Cruise decide di fare di tutto per salvare la figlia.


 


Una scelta condivisibile, ma che forse aveva altre possibili soluzioni.


 


Un film da vedere, in v.o.

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