martedì 30 novembre 1999

Tideland - Terry Gilliam

Tideland - Terry Gilliam


 


Jeliza-Rose è una bambina.


È sola…ma non proprio.


È una figlia.


 


Come tutte le bambine ha delle bambole con cui giocare.


Con lei ci sono sempre Mustique, Glitter Gal, Sateen Lips e Baby Blonde.


Come figlia, ha dei genitori, che nel suo caso sono 2 hippy tossici.


 


Bambole di cui ha tenuto solo la testa.


Mustique è la testa di una barbie bionda e bella, Glitter Gal ha il viso deturpato…le altre sono normali teste, una castana e una mora.


Genitori che le fanno preparare le siringhe con le dosi per il loro piccolo momento di vacanza.


 


Teste che lei calza sulle sue dita.


Teste con cui parla con voce in falsetto, ogni testa un carattere diverso.


Momenti di vacanza che lei conosce alla perfezione.


 


Tutto il film è visto e filtrato attraverso questi parametri.


 


Il resto lo fa lo sguardo della telecamera che si muove leggera e soffice lungo gli ambienti e lo sguardo stesso di Jeliza-Rose.


 


I colori, ma soprattutto i toni di colore che si alternano durante il film permettono allo spettatore di entrare subito nel mood necessario per vivere la scena nel modo più pieno possibile.


 


L’attrice che interpreta Jeliza-Rose è di una bravura impressionante. Un ruolo estremamente complesso e scene che non devono essere state tra le più semplici da farle imparare e da spiegarle.


 


Jeff Bridges fa rivivere il Drugo, ma totalmente perso nelle droghe e nell’alcol.


 


Un delirio continuo fatto di situazioni grottesche e personaggi al limite tra la fiaba e la tragica realtà degli abitanti sperduti nelle praterie del Texas.


 


Guardando il film co-scritto da Gilliam, mi è venuto in mente un bel film “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa” di Asia Argento, anch’esso snobbato dal mondo, che ha molto in comune con questo, un film tratto da un libro autobiografico, di J.T. Leroy,  estremamente duro e acido, ma proprio per questo meno fiabesco e difficile da vedere, come il libro che è molto crudo da leggere.


 


Dopo “The brothers Grimm”, Tideland ci ha finalmente riportato il vero Gilliam e attendo paziente i suoi due prossimi lavori, il maledetto “Don Quixotte” e “The Imaginarium of Dr.Parnassus”, anche questa produzione problematica a causa della morte improvvisa di uno dei protagonisti, Heath Ledger.


 


In conclusione devo affermare che questo è uno dei film meno vendibili che abbia mai visto, purtroppo…


 


Purtroppo, perché forse è lo spettatore medio che non è pronto per un film del genere, un film che oltre ad una regia magistrale, è caratterizzato da temi non propriamente da entertainment.


 


A Roma solo un cinema lo ha trasmesso, il Politecnico Fandango a via Tiepolo e anche per un paio di settimane mi sembra.


 


Non capivo perché e la cosa mi faceva imbestialire visto lo schifo di film che erano nelle sale in quel periodo, e che invece facevano il pieno di spettatori…


 


Mi chiedevo, come fosse possibile che finalmente era uscito l’ultimo film Terry Gilliam, quello dei “Monty Python”, de “l’Esercito delle 12 Scimmie” e “Brazil”, e nessuno lo considerava…


 


L’ho visto ed ho capito il perché.


 


Un velo di tristezza mi ha avvolto alla fine del film, ma non per il film, che è eccezionale, ma per quello che evidentemente i distributori pensano dello spettatore medio e forse non a torto.


 


Pensano che non siamo abbastanza maturi e sani di mente per capire quando un film è finzione, quando è visionario, quando è un trip, quando è un mondo immaginario di una bambina che si isola dal mondo orribile che ha intorno…


 


Siete veramente così ignoranti o stupidi da non poter apprezzare un film diverso da natale a miami o da 3 metri sopra il cielo?


 


Non ci credo. Se così fosse si spiegherebbero molte cose, ma proprio non riesco ad accettarlo.


 


Se non lo siete, allora urlatelo ai distributori e ai produttori, chiedete qualità e non solo semplice intrattenimento fatto di tette siliconate di vallette improvvisate attrici o di storie d’amore con lo scontatissimo happy ending e il belloccio di turno come protagonista.


 


Altrimenti rischiamo che alcuni materpiece ci arriveranno solo in dvd e su sky, poi solo su sky, poi solo in rete, ma è illegale e allora che devo fare???? Devo espatriare per vedere film fatti come si deve?


 


Gilliam fa parte di quei registi come Lynch a cui si dovrebbe dare carta bianca, a cui si dovrebbe lasciare il final cut e che andrebbero spinti anche al grande pubblico in quanto sono registi e quindi, ARTISTI, non semplici direttori di scena.


 


Tornando a Tideland…


 


Se non l’avete ancora visto, sapete cosa affittare per stasera.


 

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