martedì 30 novembre 1999

The Last King of Scotland - Kevin MacDonald

 The Last King of Scotland - Kevin Macdonald


 


 


(Richard Cory - Simon & Garfunkel)


 


Superba prestazione recitativa da parte di Forest Whitaker, un film tra la fiction e il documentario che DEVE essere visto.


 


La mia recensione potrebbe finire qui e dovreste fidarvi e andare ad affittare il dvd…già, perché ci sono, almeno nella versione australiana, degli extra eccezionali da non perdere.


 


Da bravo ignorante quale sono a malapena sapevo in quale parte dell’Africa fosse l’Uganda, figuratevi se avevo la minima idea che un tale, Idi Amin, ha fatto il bello e il cattivo tempo come dittatore sui generis negli anni ’70.


 


Questo film, come il libro da cui è tratto, sono il classico messaggio da lasciare ai posteri, sono quel qualcosa che può rinfrescare la memoria di chi ha dimenticato o voluto dimenticare, o anche un insegnamento, per chi come me, ha bene o male, una cultura storica circoscritta al paese in cui vive e magari sfuggono personaggi del genere, che pur essendo lontani, in un altro continente, in un’altra epoca, hanno quei caratteri peculiari che devono essere tenuti bene a mente per evitare che la storia si ripeta.


 


(Hooray for Love - Ella Fitzgerald)


 


Il ripetersi di certi eventi, del salire al potere di certi personaggi è un tema abbastanza frequente in questo periodo, lo trovo troppo ricorrente...


 


Ma non credo di essere io ad essere fissato su ciò, credo piuttosto che quando alcune situazioni sono evidenti e ripetitive sia impossibile evitarle.


 


Tornando al film.


 


Tutta la storia è raccontata tramite le vicende di un ragazzo scozzese che si è trovato a vivere direttamente e a volte indirettamente l’ascesa e la caduta del dittatore africano.


 


Questo personaggio è pura finzione, ma viene inserito in situazioni realmente accadute, e in quanto medico e scozzese diventa il medico e il consigliere personale di Amin.


 


In quanto scozzese, perché il personaggio interpretato da Whitaker aveva un’avversione particolare per tutto ciò che era inglese e di conseguenza simpatia per tutto ciò che era lotta contro di loro.


 


Piccola parentesi storica che è presente e trasparente anche nel film praticamente dall’inizio, ma che mi permette di ricollegarmi al ripetersi continuo della storia e di come proprio non vogliamo imparare nulla dai nostri errori.


 


(Getaway car - Audioslave)


 


Idi Amin si era arruolato nell’esercito inglese durante l’occupazione e quando gli inglesi decisero di ribaltare il governo di Obote, scelsero l’ugandese che era nel loro esercito da più tempo…e quell’ugandese era Amin.


 


Pensavano di poterlo gestire, di poter ampliare i propri interessi, ma non fu così.


Amin avendo capito l’occasione di poter fare qualcosa per la sua gente, di emancipare il suo Stato dai colonizzatori, si rivoltò subito contro l’Inghilterra e iniziò una propaganda anti-inglese fortissima. Non riconobbe il Sud-Africa, fomentò il popolo al nazionalismo, in alcune interviste con giornali stranieri scherniva gli inglesi e dato che erano in un momento di crisi economica aprì un fondo per il risanamento dell’Inghilterra.


 


Tutto ciò però lo esponeva comunque a tradimenti, al sospetto verso tutto e tutti che lo portò alla paranoia e quindi a commettere stragi di innocenti in modi estremamente feroci e brutali.


 


Si dice che abbia fatto giustiziare circa 300.000 ugandesi.


 


Tutto questo non vi ricorda nulla?


 


A me sì.


 


(Patience - Guns ‘N Roses)


 


Vedendo solo il film, non si possono non apprezzare le prestazioni degli attori, ma è dagli extra del dvd che si capisce quanto Whitaker sia stato eccelso.


Benedetti siano gli extra, soprattutto quando sono di oltre 2 ore come in questo caso.


 


È un po’ che l’Academy premia gli attori che interpretano un personaggio non di finzione, soprattutto perché alcune di queste interpretazioni, non sono una semplice imitazione ben fatta, come fu quella di Ray, oscar assolutamente regalato, ma sono molto di più, sono il personaggio stesso sotto un punto di vista personale come quello che di Whitaker per Amin, quello di Phillip Seymour Hoffman per Capote, quello di Joaquin Phoenix per Johnny Cash, Denzel Washington per Malcom X o per Rubin Carter. Purtroppo alcuni di questi nonostante la prestazione da standing ovation non sono stati premiati…


 


James McAvoy, decisamente convincente nell’interpretare il ragazzo scozzese che da semplice dottore in missione in un villaggio sperduto dell’Uganda, diventa il medico personale e il consigliere del dittatore.


Il suo personaggio come ho già scritto è inventato, ma è lo specchio di quello che il mondo non capiva di Amin e di quello che Amin, forse non capiva di se stesso.


 


Un film da vedere e da far vedere ai più giovani.


 


(Through the barricades - Spandau Ballet)


 


 


 


 


 


 


 

Nessun commento:

Posta un commento