L’ho letto in 2-3 giorni. Carino, scorrevole, anche se in alcuni punti troppo ripetitivo.
Non è una vera e propria biografia, ma si avvicina cmq.
È lui che racconta vari fatti della sua carriera e della sua vita, senza mai entrare troppo nel Valentino Rossi “privato”.
Comincia benissimo, descrive perfettamente le ultime curve di due gare combattute e che ha vinto, con le quali ha anche vinto il mondiale piloti. La prima è una sfida con Max Biaggi, l’altra è con Sete Gibernau, entrambe a Philip Island.
Emozionante è dire poco, per chi conosce le emozioni della pista è quasi un sogno che si realizza. Leggendo sono andato forte come Valentino, mi sentivo lui, vedevo la “S” in salita con scollinamento in discesa con tornantino a destra. Un conto è vedere quello che fanno con l’on board camera, un conto è andare in pista con la mia piccola sv650s, un conto è cercare di proiettare le proprie sensazioni e mescolarle con la descrizione nel libro.
Esaltato.
Poi continua raccontando i retroscena del suo passaggio in yamaha a fine 2003.
Tutto molto interessante, anche perché inserisce racconti di quando ha preso paga, di quando le ha date, di come quindi si sentiva durante la stagione 2003.
Il problema è che si perde nel racconto e ripete in continuazione come fosse indeciso, come invece poi fosse deciso, di come si era sentito abbandonato dal so capotecnico che non lo voleva seguire insieme alla sua squadra e di come poi ha cambiato idea.
Questo viene ripetuto in maniera frammentaria e secondo me scritta male, per oltre 70pagine.
Il problema è che il libro è stato scritto in collaborazione con un giornalista professionista, per questo non mi aspettavo uno stile così ingarbugliato.
È come se avessero semplicemente sbobinato quello che Rossi ha detto a ruota libera.
Passata la metà, il libro comincia ad essere molto più interessante, ma non più esaltante come e prime pagine.
Peccato.
Riprende raccontando i suoi inizi nel mondo dei motori,del rapporto con il babbo Graziano e la mamma Stefania. Da qui spiega com’è nata la rivalità con Biaggi, non accenna alla lite con Gibernau, ma lo cita solo quando racconta del suo primo anno in 500. erano entrambe in honda, ma Sete era nel tema ufficiale, mentre Valentino era nel team esterno Nastro Azzurro. Lo spagnolo gli si rivolge dandogli dei consigli di guida per usare meglio la nsr500, ma Rossi lo guarda e dice:” e questo chi è mai per venirmi a dire come si guida?”
Simpatiche sono le storie della sua infanzia con gli amici a gareggiare con i motorini e l’apetta.
Un libro che è consigliato per chi è appassionato di moto,gli altri lo possono anche evitare.
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