L’innaffiatore del cervello di Passannante - Ulderico Pesce
Il teatro, un forma d’arte estremamente comunicativa.
Adoro il teatro, quasi quanto il cinema, ma spesso a Roma quello che c’è in cartellone sono sempre spettacoli di due tipi, commedie/musical, di cui alcune con personaggi famosi della televisione o classici…
Al liceo i classici li ho praticamente visti tutti e le commedie proposte sono tutte scontate o se c’è il personaggio famoso, non vado per una questione di principio.
Rimane molto poco, tra quel poco c’è qualcosa di estremamente valido.
Anni fa, al teatro “piccolo colosseo” andai a vedere “novecento” interpretato e diretto da Ulderico Pesce.
La location era particolare, in quello stesso teatro avevo visto già uno spettacolo molto interessante chiamato “in viaggio”. Quindi ero decisamente ben disposto.
Sul palco c’erano solo alcune sedie…ed entrò lui…tim tooney in persona…
La migliore versione di “novecento” che abbia visto…e le ho viste tutte e tre…
Rividi lo spettacolo una seconda volta tanto mi era piaciuto.
Passarono gli anni e non seppi più nulla di lui.
Lo scorso anno l’ho ritrovato al teatro “l’orologio” con uno spettacolo decisamente diverso, su un soggetto suo, “storie di scorie”.
Emozionante, intenso e drammatico.
Appena ho visto la pubblicità de “l’innaffiatore…” ho preso il numero del teatro ed ho prenotato.
Ovviamente non mi ha deluso.
Anche questo soggetto è suo, ed è interessante vedere come sia riuscito a mescolare la denuncia sociale, una storia che ha qualche particolare di vita vera, vissuta da lui o da qualcuno che esiste o è esistito, la scottante attualità e una comicità sottile, con un retrogusto decisamente amaro.
Sono quelle risate che durano qualche secondo, poi ti si bloccano in gola tanto crudo e assurdo è il racconto…
Succede quando quello che l’attore ti comunica è storia vera…
Il tutto accompagnato da bravi musicisti e da una voce potente e delicata allo stesso tempo…tutto senza microfoni, tutto live, tutto più vicino possibile allo spettatore, proprio perché questo deve potersi sentire dentro la storia, interagendo quasi…ma solo con le emozioni, solo dentro se stesso e riflettere.
Lo scopo di questo spettacolo è raccogliere fondi e firme per la degna sepoltura di un uomo che nel 1878 aggredì il re Umberto I con la volontà di ferirlo e non ucciderlo.
Quest’uomo fu torturato prima, soggetto a processo sommario con un avvocato difensore che non rispettò il compito attribuitogli, e condannato inizialmente alla pena di morte, poi all’ergastolo.
Al tempo, l’aggressione e il tentato omicidio del re non importavano né l’ergastolo né la pena di morte.
Giovanni Passannante non fece ricorso né in cassazione né chiese la grazia al re,a cui chiedeva soltanto mentre lo aggrediva di pensare anche alla gente del sud, di costruirgli strade, scuole...
L’ergastolo lo iniziò a scontare in una cella d’isolamento 4mt sotto il livello del mare, senza una finestra e praticamente senza cibo…
Si ammalò e diventò cieco.
Impazzì fino a mangiarsi le sue stesse feci…fu tirato fuori da lì perché considerato pazzo e rinchiuso in un manicomio criminale dove morì.
Il suo corpo non ebbe e non ha avuto sepoltura.
È stato decapitato. Il cervello asportato e il cranio sono esposti al “museo criminologico” di Roma in quanto furono oggetto di studi.
Il resto di lui fu dato in pasto a cani e porci.
La storia è il racconto di un carabiniere che lavora al museo e si deve occupare della teca dove ci sono i resti di Passannante.
Ci racconta di come divenne carabiniere, mostrandoci il fenomeno delle raccomandazioni e di come i poveri soldati/carabinieri/poliziotti semplici, appena finito il “non”addestramento vengano mandati in mezzo a situazioni pericolose, più grandi di loro e della loro esperienza che causa errori che possono risultare fatali…
Ci mostra come un semplice lavoro di routine di innaffiamento del cervello nella teca con la formalina cambi dopo un incontro e la rivelazione su chi era stato quel cranio e chi era stato quel cervello.
Un anarchico.
Un ragazzo simile ad un altro morto in circostanze evitabili.
Il paragone con Antigone viene direttamente chiamato in causa…proprio la visione a teatro dell’Antigone susciterà al carabiniere una forte voglia di giustizia e di pietà.
Il finale.
La pietà e l’amore per una ragazza lo porteranno a inscatolare i resti nella teca e a farsi un viaggio in treno fino a Savoia di Lucania, già Salvia, terra natale di Passannante, per seppellirlo.
Bellissimo il gesto di dare a noi del pubblico la scatola.
Proprio per ricordarci che sta a noi, tramite la raccolta firme e il passaparola fare in modo di poter chiudere un qualcosa di decisamente vergognoso.
Considerazioni su alcuni riferimenti.
Il ragazzo anarchico che muore per l’inesperienza è carlo giuliani e il narratore è il carabiniere che avrebbe sparato il colpo fatale.
Ciò che proprio non mi è piaciuto è il voler vittimizzare carlo giuliani.
- le dissi: “lucia, che bella cosa hai fatto per giovanni. Ma perché tutto questo per lui, perché tenendo il suo cranio fra le mani ti è scappato il pianto?
- “perché ho amato un ragazzo che era come giovanni, anarchico. È stato ucciso la mattina dopo che avevamo dormito insieme nello stesso sacco a pelo. Aveva ancora sulle labbra il mio sapore quando caduto a terra. Io non l’ho capito fino in fondo. Quando era vivo o tentato di capirlo senza riuscirci, ora, dopo aver guardato per ore e ore il cranio di giovanni, anarchico come lui, forse lo capisco di più.”
Ciò che mi ha dato fastidio di tutta la storia di giuliani sono stati i genitori oltre che i ”tifosi” dei centri sociali.
Proprio la madre si reca spesso a vedere come ospite lo spettacolo.
Hanno fatto sia lei che il marito una campagna diffamatoria e intimidatoria nei confronti di quel povero sfigato che ha avuto la malsana idea di pensare che in situazioni tipo g8, mandassero i pulotti esperti e non le cavie senza istruzione come lui…
Quello che è successo a Genova e che ancora accade, è la politica che è sempre stata usata in guerra, mandare avanti la carne da macello…
In “South Park - The Movie” c’è un qualcosa di simile…nella guerra contro il vicino Canada, gli USA schieravano tra le prime linee solo arruolati di fresco di afroamericani…
In definitiva uno spettacolo da vedere e una petizione da firmare!
Aggiornamento del 23-02-2010
fortunatamente grazie alla petizione firmata da chi segue Ulderico, ma anche grazie al semplice passaparola di questi, i resti del povero Passannante sono stati riportati in quel di Savoia di Lucania(ex Salvia).
ora siamo in attesa di veder restituito il nome originario al paese, sperando che il film su Passannante che vede Troiano vestirne i suoi panni, sollecitare ancora di più chi dovrebbe fare tale cambio.
Nessun commento:
Posta un commento