“Dignità autonome di prostituzione”
Come mio solito al teatro “classico” preferisco decisamente un teatro diverso, più interattivo o comunque diverso dalla solita rappresentazione statica in cui lo spettatore è e rimane tale, subendo ciò che vede e sente.
Alla “Fonderia delle Arti” questa sera sono andato a vedere uno spettacolo di e con Elisabetta Cianchini, attrice, doppiatrice e speaker dell’unica radio che ascolto, Radio Rock.
L’idea è molto interessante, un bordello un po’ sui generis in cui una matrona chiamata “la direttrice”, un cristone di ragazzo alto, muscoloso, tatuato e vestito molto fetish, ti aiuta a scegliere tra le varie stanze in cui puoi, dietro congruo pagamento, usufruire delle prestazioni di alcuni attrici/attori.
Il luogo già diverso dal concetto di teatro, c’è un cortile per ingresso, e poi dentro, un corridoio tappezzato di quadri in esposizione con molte stanze e alcuni ambienti, tutti usati come palco, predispone lo spettatore in un’ottica di “scelta”, diversa dalla semplice poltrona.
Ogni stanza e ambiente ha il suo tema, ogni prestazione è diversa dalle altre.
Ci si trova nel corridoio con altri “clienti”, non si è più spettatori, e ci si scambiano opinioni sulle prestazioni ricevute oppure si viene fermati dalle aiutanti della direttrice che ti propongono alcune ragazze o ragazzi, contrattano il prezzo, e poi ti mettono in lista per darti ciò per cui hai pagato.
Ho ricevuto 7 prestazioni, di più non potevo proprio economicamente e mi è dispiaciuto.
CIUCCIA – MELO!!!
In una stanza un ragazzo(Tiziano Panici) con i capelli arruffati e gli occhi un po’ flippati ci squadra in silenzio e poi sbotta…e ci sputa addosso(anche letteralmente) tutto il suo veleno sul mondo, un veleno che suona molto made in USA, infatti è tratto dagli scritti di Eric Bogosian.
La vena sul collo e il colore rosso della pelle del viso mostrano quanta rabbia e foga ci sia nella sua recitazione, ma non convince. Forse è il pezzo scelto o forse perché non sapendo cosa aspettarmi mi ha spiazzato ancora di più. Nel complesso è quello che mi è piaciuto di meno, ma non per questo posso affermare che l’attore non sia stato bravo.
Le 3 variazioni di Anja.
La seconda pillola mi viene elargita dall’ideatrice di questo spettacolo, Elisabetta Cianchini.
Ci accoglie con accento slavo e vestita da prostituta di strada in una macchina parcheggiata nel cortile di ingresso. Su uno dei vetri della macchina è ben visibile l’adesivo di Radio Rock, molto carina l’idea di stendere il filo dei panni dalla macchina appendendoci una canottiera nera dando l’idea di “casa”.
L’ingresso nell’auto, e il come sederci, l’ha deciso la nostra ospite, che, dopo averci fatto accomodare, ci ha fatto la domanda di rito: “è la prima volta?”
Lei ha interpretato “La storia di Anja”.
Anja ci racconta la sua storia, e intanto ci offre da bere e qualche dolcetto…(adoro le gelatine di frutta), forse per addolcire la tensione data dall’argomento non proprio allegro.
Il personaggio si sviluppa ed è un continuo raccontare e divenire…
Ciò che più mi ha sorpreso e colpito positivamente è stato l’assistere a Betta Cianchini in versione seriosa…chi la ascolta su Radio Rock o l’ha vista in altri spettacoli può capirmi.
3 in 1.
Un boa di piume avvolto intorno ad una donna(Federica Santoro) ci accoglie in una stanza al piano rialzato.
All’interno attrezzature musicali, sedie messe in circolo e una fiaschetta, piena, di vino rosso di quelle da trattoria…quelle del “vino di nostra produzione”.
Noi 5 seduti con lei di fronte in silenzio.
Attimi di imbarazzo.
Poi inizia…ed è un fiume in piena…
…una madre…
…una figlia…
…uno scrittore...
…e poi…
…la madre…
…la figlia…
…lo scrittore…
In 10minuti concentra un intero spettacolo, un’esperienza densa, un assaggio di qualcosa che non è vino, ma cognac…
Ottima recitazione.
Difficilissimo il soggetto.
Forse è la prostituta che più mi è piaciuta, quella che anche tecnicamente mi ha convinto in assoluto.
La NON prostituta.
Fuori dai bagni pubblici degli Autogrill gli scorsi anni c’erano banchetti con un cestino di vimini o un piattino con dentro monetine da lasciare alla signora delle pulizie.
Anche ai bagni della Fonderia c’era un cestino e una signora(Lina Bernardi) pronta a dire la sua…
Era dal 1976 che non recitava più quella parte, divertente e amara contemporaneamente, ha rappresentato uno spicchio di quella romanità che molti dimenticano sia esistita e che forse esiste ancora.
È stato poi il turno de “I Futuristi”(di cui non ho notizie su nomi degli interpreti dato che ancora non erano disponibili, appena entreranno in mio possesso effettuerò l’aggiornamento).
Una coppia che in una decina di minuti ripercorre le varie fasi dell’innamoramento e anche del sesso…tutto in maniera molto leggera e simpatica, brillante e senza mai essere volgare, dato che con il sesso è facile far ridere, ma a volte si scade nella volgarità.
Sono un’esperienza frizzante decisamente da provare.
Una prigione di specchi.
Si sentiva nei corridoi parlare di questo “Inquisitore”, e anche molto bene, così ho fermato una delle aiutanti della direttrice, Wanda, la donna della direttrice, che ci ha accompagnati “sotto”.
Entriamo nella stanza, buio pesto...si notano delle fioche luci di candele e 4 specchi messi a rombo con la parte riflettente verso il centro. Noi seduti uno per angolo e uno dentro.
L’attore(Davide Gallarello) con tono profondo ci introduce questo classico della letteratura e di come abbia influenzato l’animo di molte persone.
“Il grande inquisitore” tratto da “I fratelli Karamazov” di F.M. Dostoevkij.
Intenso il brano e intensa la recitazione.
Miracoli
Misteri
Autorità
Lasciatevi guidare in questa delirante interpretazione delle 3 tentazioni, riflettete e analizzate come un qualcosa vecchio di 230anni sia così attuale e interpretabile rispetto a quella che è la società moderna con i nostri bisogni e le nostre incertezze.
Qualcuno parlava di ateismo o di come invece facesse avvicinare al cristianesimo. Sarò cinico, ma ho solo letto una condanna spietata verso la nostra società e verso il “credere”.
Il poster di Nek…
L’ultima stanza, purtroppo, è stata quella in cui abbiamo trovato una 14enne…
Francesca Sanna ha rappresentato un crudissimo monologo “Rosario della pubertà” di Fabrizio Bajec.
L’argomento è dei più difficili, la pedofilia.
L’attrice con i toni di voce e le espressioni del viso passa dal racconto arrabbiato al quasi pianto, dal raccontare di situazioni dolci e poi rivendichi la sua giovinezza con rabbia e ferocia, e anche con disperazione, quella disperazione di chi non ha vissuto un qualcosa, di chi ha saltato una fase della propria vita…
Queste le stanze visitate e i mini spettacoli visti.
Idea brillante, ma la resa non è stata delle migliori, forse perché era la prima sera, ancora non erano rodati bene la direttrice e le sue assistenti, comunque bravissime e disponibili(ci mancherebbe, eravamo in un bordello!).
Il pagare prima la prestazione non permetteva di farlo in base al valore reale della stessa, e quindi ciò che viene pubblicizzato, di fatto non viene applicato, se non dalla stessa Cianchini e dalla Bernardi e in più per questioni di portafoglio vengono elargite somme standard tendenti al minimo.
Ciò che più è stato spiacevole è stato sentirci dire da un pinocchio in abbigliamento da bavarese, che la prostituta era alla 7prestazione e che per soli 2 euro forse non avrebbe recitato…ma soprattutto che poi ci abbia confessato che avrebbe aggiunto lui dei soldi personalmente perché l’attrice era veramente brava e meritava più soldi…
ero al 7°pagamento…dopo l’ingresso e la tessera, a forza di dare dai 2 ai 5 euro a prestazione, i soldi che uno poteva essersi portato dietro erano finiti…e non ero il solo, c’è stata una ragazza che mi voleva dare un buono da 10euro di benzina in cambio di contanti…
Comunque lo spettacolo lo consiglio vivamente, ma è importante ricordarsi di portare molte monete da 1 e 2 euro o fogli da 5, che è quello che farò la prossima settimana quando tornerò a vedere i 3 che non ho visto oggi, sperando anche di vedere altri nuovi, dato che a quanto ho capito, settimanalmente alcune tra le prostitute cambiano.
Mi sembra un'esperienza teatrale decisamente interessante anche per chi, come me, è più ritroso alle iniziative avanguardistiche...
RispondiEliminaapprofondisco...