martedì 30 novembre 1999

Qualcuno volò sul nido del cuculo - Ken Kesey

Qualcuno volò sul nido del cuculo - Ken Kesey


 


Scritto nel 1962…ho letto un’edizione del 1976.


 


La traduzione di Bruno Oddera è un po’ datata e questo ha reso la lettura faticosa.


 


Viene subito spontaneo il confronto con il film di Milos Forman.


Niente di più sbagliato.


Questo è uno di quei casi in cui la trasposizione è distante da libro.


 


Il Capo osserva.


 


Il Capo immagazzina.


 


Il Capo ramazza.


 


Il Capo è GRANDE…ma lui non crede di esserlo…lui si crede piccolo e debole.


 


Il Capo viene ormai chiamato “Capo Ramazza”.


 


Capo Ramazza ha paura della Grande Infermiera, Miss Ratched.


 


Tutti hanno paura di Miss Ratched…fino a quando…


 


…fino a quando non arriva Mc Murphy!


 


Capo Ramazza diventa subito amico di McMurphy.


 


Capo Ramazza non parla.


 


Capo Ramazza non sente.


 


Siamo all’interno di un ospedale psichiatrico, un manicomio old style.


 


Figure appese alle pareti che un giorno erano delle persone con dei pensieri e dei sogni ridotte a vegetali che sbavano e vivono nella propria urina…solo perché considerate troppo agitati e quindi troppo pericolose per la salute mentale degli altri pazienti…quindi elettroshock…e poi se non dovesse bastare…2colpi con un martelletto su due specie di scalpelli che entrano diretti nei lobi frontali andandone ad asportare una parte…


 


Tutto scorre, tutto sotto il rigido controllo di Miss Ratched.


 


Invece di essere pazienti sono conigli e galline, lo sono perché è così che sarebbero anche fuori da quel posto per malati, perché vivendo lì sotto lo sguardo del lupo con i capelli azzurri, si sentono sicuri. Questo è quello che pensano, così vivono il mondo esterno.


 


Non ho idea se il libro fu scritto in reazione alla finta riforma dei manicomi, quindi come denuncia o se vuole dare una diversa prospettiva, quella di un paziente, il Capo Bromden, di come lui interpretasse la vita lì dentro, la vita fuori e di come la Cricca gestisse tutto.


 


La prima potrebbe essere la scusa per raccontare la seconda e viceversa, rimane un libro affascinante, allucinato in molte parti, ma non allucinante, senza offesa, siamo nel 2007 ho letto libri molto più allucinanti.


 


Potrebbe essere anche più metaforico, tutto il discorso e i riferimenti che il Capo Bromben fa sulla Cricca, forse vogliono avere un significato più ampio.


 


Un riferimento ad una società claustrofobica, dove ci sono i pochi della Cricca che comandano, gestiscono la tua vita e quella di chi, come te, non ne fa parte.


Tramano nell’ombra a volte, a volte alla luce del sole mostrando la loro sfrontatezza.


 


Oppure sono solo i deliri di un vecchio pazzo, giustamente rinchiuso in un manicomio.


 


La lettura del libro stesso può avere anche un’altra interpretazione, il manicomio è un microcosmo dentro cui vivono di routine determinati soggetti. La Cricca, rappresentata dalla Grande Infermiera, fa esperimenti notturni, mette in azione il misterioso macchinario della nebbia, che ci copre gli occhi, ci distrae da ciò che loro fanno…


 


McMurphy rappresenta una via di uscita, è una scossa che invece di addolcire gli altri pazienti e renderli più mansueti, li scuote e sveglia dal torpore e dal limbo della loro non-vita.


 


Gli mostra un qualcosa. Quello che loro non sono e non sarebbero mai potuto essere, e l’averlo conosciuto è la migliore terapia che potevano avere.


 


McMurphy, terapia d’urto. Contro ogni normale terapia a base di farmaci psicotropi e finte terapie di gruppo, in cui i pazienti vengono solo aizzati gli uni a colpire le debolezze degli altri.


 


La Grande Infermiera rappresenta la burocrazia corrotta, quell’ingranaggio che rende tutta la macchina più lenta e molto più fragile, terribilmente esposta a rotture e cedimenti…


 


Immagino che nel 1962 fu un libro che scandalizzò e affascinò.


 


Un libro da leggere.


 


 


 


 


 

1 commento:

  1. ciao! ho segnalato questa tua bella recensione qui:
    http://www.lankelot.eu/index.php/2008/08/02/kesey-ken-qualcuno-volo-sul-nido-del-cuculo/

    ndr

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