martedì 30 novembre 1999

Oscar De La Hoya - Il campione per eccellenza

Oscar De La Hoya - Il campione per eccellenza

 

Quelli che come me sabato notte hanno seguito sportitalia, avranno passato sicuramente una domenica migliore. Hanno assistito verso le 5,15 ad una lezione di classe, di vita e di boxe.

 

Il Golden Boy.

 

Forse è di più.

 

È un esempio.

 

È oltre il concetto di campione.

 

20 mesi. Tanti erano passati dalla sua ultima volta sul ring.

 

Un ring che lui aveva lasciato da sconfitto, ma uno sconfitto vincente.

 

Nessuno come lui.

 

È tornato contro il campione del mondo.

 

Rispetto alla sua ultima volta, quella contro Bernard Hopkins, è sceso di categoria. Categoria della quale ha già detenuto il titolo… già… perché è stato 6 volte campione del mondo in diverse categorie di peso riunendo anche varie cinture all’interno della stessa categoria, mai nessuno come lui.

 

Il suo avversario, noto più per i suoi trascorsi in prigione che per la sua tecnica pugilistica, dal Nicaragua, ha cercato da bravo teppista, di intimidire il Golden Boy sia in conferenza stampa che il giorno del peso. Ha provocato e offeso, ha detto che avrebbe fatto del pugile di origine messicana, ma nato in California, la sua “puttana” con tanto di gesto e presa dei propri genitali…

 

Ha detto anche che avrebbe vendicato il grande Chavez, pugile sconfitto per ben due volte da De La Hoya.

 

Vero quello che dice Baricco nel suo libro più bello, ma meno conosciuto, City, che “la boxe la fai se hai fame”, ma Mayorga è un’offesa alla “noble art”. Sarà che il suo manager è Don King, quindi avrà fatto anche spettacolo, ma il suo sguardo e le sue smorfie sul ring mentre cercava di deridere e intimidire De La Hoya  erano da vero sbruffone, da uno che meritava una lezione, lezione che è puntualmente arrivata.

 

In fondo in fondo temeva De La Hoya…altrimenti non si spiegano tutte quelle scene.

 

Sono contento che Sportitalia abbia trasmesso in diretta il match e anche i sottoclou, ma dovrebbero veramente cambiare il commentatore. Nel commentare i due match precedenti il main event avesse capito una volta l’andamento degli incontri. Fortunatamente c’era con lui un tecnico, che in maniera discreta, riparava agli sfondoni.

 

È mancato, a causa della mancanza di stima reciproca, il tipico saluto con il tocco dei guantoni davanti l’arbitro all’inizio dell’incontro e di ogni ripresa.

 

Da subito entrambe i pugili non hanno cercato tattiche per vincere ai punti, non hanno cercato di conservarsi…hanno subito dato quello che potevano…De La Hoya con tecniche pulite e veloci,sempre a bersaglio, mai fuori misura o sporco, ha fatto contare subito dalla prima ripresa il proprio avversario. Il match era praticamente chiuso…peccato che non è stato così sicuro dal chiuderlo subito.

 

Terzo round, Mayorga spavaldamente cerca di far vedere che i colpi infertigli non subiscono effetti, ma il suo match rimane su questo livello…è riuscito a portare un solo colpo a segno, un bel montante che ha fatto vacillare per un momento il californiano, un solo momento, poi è tornato tutto come prima, i colpi a segno erano solo quelli di De La Hoya, che con tranquillità stoppava i colpi dell’avversario, colpi sporchi, combinazioni scontate e poco veloci…

 

Sesto round…Il Golden Boy accelera anche su consiglio del suo allenatore il grande Floyd Mayweather Sr., padre di quel campione che è Jr. attuale titolare del record di pound for pound.

 

L’esperienza e la precisione dei colpi mettono sotto pressione Mayorga mandandolo a tappeto. Si rialza, ma ormai è spento nello sguardo e le tecniche cerca di portare sono solo sbracciate prive di ogni consistenza, e sotto l’incalzare di De La Hoya, si piega e l’arbitro ferma l’incontro, salvandogli la vita visti i colpi in sequenza pieni che stava prendendo.

 

Il campione è tornato.

 

È un piacere vedere la sua boxe, fatta di precisione, velocità, scelta di tempo e di distanza.

 

È la boxe.

 

Nessuno come lui.

 

Ora mi chiedo com’è possibile che un simile evento non sia stato riportato da nessun giornale o telegiornale…nemmeno sul televideo ne parlano…

 

Nessun pubblicità nei giorni precedenti…ma perché quest’odio o indifferenza verso “discipline” vere, che meritano la qualifica di “SPORT”? proprio non capisco…

 

Poi vediamo al Delle Alpi striscioni che inneggiano e sostengono un’organizzazione mafiosa che non ha fatto altro che infangare il nome di una squadra, i giocatori e i tifosi. Loro, invece, fieri di aver rubato scudetti…

 

Continuiamo a dare spazio a queste bestie…

 

Tanto, la boxe come le arti marziali sono sport violenti…quando nel calcio, non c’è una partita che non veda giocatori che si infortunino per falli subiti o in seguito a risse. Curioso che ad Aprilia, ridente cittadina vicino Roma, ieri ci sia stata un’invasione di campo con conseguente rissa generale…ed era una partita di “serie D”.

I tifosi delle squadre di A, non invadono il campo, ma comunque fanno le spedizioni punitive per andare a menare altri tifosi. Laziali che si uniscono a romanisti per andare a menare a napoletani, juventini, o bergamaschi…

 

Fenomeni del genere non accadono le poche volte che nei palazzetti dello sport c’è un evento di boxe o di sport da combattimento…

 

tristezza…

 

rabbia…

 

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