martedì 30 novembre 1999

Crash - Contatto fisico

Crash 



“la malerba nera”



 Contatto fisico.


Questo è il titolo in italiano.



 Comincia così, con il personaggio di Don Cheadle che riflette su come ormai tra gli abitanti di una grande metropoli non ci sia più la possibilità di avere un contatto che non sia quello di un incidente tra 2 automobili. Un incidente quasi voluto, proprio per cercare di colmare quel vuoto e quelle distanze che la vita frenetica pone tra gli individui.



 è un film sui contatti che si instaurano tra persone di diversa estrazione sociale, culturale, di diversa etnia, tra tutte le diversità possibili.



 Siamo a Los Angeles, California. La foto di Schwarzy è nei posti di polizia come nelle aule di tribunale.



 Questo film mi ha ricordato molto uno dei film che amo di più in assoluto, Magnolia di P.T. Anderson.



 Mentre in Magnolia l’intrecciarsi delle storie era basato su uno sfondo religioso, la ricerca della purificazione dai peccati, la ricerca del perdono, la penitenza e argomenti come l’amore, l’eutanasia, la dipendenza (da droga e sesso) la sofferenza dell’atto d’amore, rapporto genitori-figli, qui in Crash i personaggi si toccano, entrano in contatto sul concetto di diversità.



 Cos’è il diverso?



 Perché ne dobbiamo avere paura?



 Qui più che in Magnolia incontriamo vari ceti sociali e le più diverse etnie. È un film che scorre e analizza la società “verticalmente” mentre nel film di Anderson è “orizzontale”.



 Il messaggio di Crash è in una frase che viene fuori in un discorso tra due poliziotti, uno della “divisione interni”, l’altro della “omicidi”. Il secondo è Don Cheadle, bravo e convincente attore afro-americano, candidato all’oscar per Hotel Rwanda.



 “La malerba nera”. Così l’altro poliziotto definisce il problema dei preconcetti nei confronti del diverso, del “negro” nel caso di specie.



 Già. In questo film viene fatta la differenza tra “nero” e “negro”.



 Differenza non da poco.



 Il “nero” seppur laureato, ricco e con un lavoro pulito e onesto, verrà sempre messo da parte, messo in dubbio a causa delle azioni del “negro”.



 Questo discorso vale per tutti, da qualsiasi punto di vista. Il “negro” vittimista che odia i bianchi e vede cospirazioni contro i “neri” anche sul perché un autobus abbia grandi finestrini.



 Un film sulle diversità.


Matt Dillon, un grande. È un agente di polizia duro, cattivo e intollerante, ma non corrotto.



 Prestazione notevole. La sua come quella di tutti gli attori.


Il personaggio di Sandra Bullock mi ha ricordato soprattutto nell’ultime scene dove appare con la domestica, “a spasso con Daisy”. Chi ha visto i due film capirà.



 La regia e il montaggio hanno alternato vari stili, variavano a seconda del personaggio e degli eventi del momento.



 Bellissima colonna sonora. Accompagna il film in maniera egregia, accentuando, forse troppo, alcuni momenti drammatici, trasmettendo un’ansia e un’inquietudine che sono stato contento dell’arrivo dell’intervallo tra il primo e il secondo tempo.



 Ho respirato e mandato giù una sensazione amarissima. Dopo oltre un’ora di film sono riuscito a riprendere fiato.



 il finale.


leggermente buonista.


stona con tutto il resto del film.


forse l'hanno fatto così per far vedere che forse abbiamo tuti una seconda chance.



Film che consiglio vivamente, ma di andare in un cinema dove facciano l’intervallo tra il primo e secondo tempo. Tutto di fila è molto impegnativo.



1 commento:

  1. ciao!
    ho visto il film subito dopo la sua uscita (e tutto di seguito!!!).
    Ne avevo sentito parlare come di un film molto bello e continuo a sentirne bene in giro!!
    Io l'ho trovato estremamente didascalico sia nei contenuti che nella regia che nella colonna sonora. Ci sono indubbiamente delle cose lodevoli. E' fantastica la scena di lei che rischia di morire incastrata nell'auto,sicuramente sono bravi gli attori, ma nulla di più... Perchè vi colpisce tanto?

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