L’ho letto per caso, per pigrizia, non mi andava di uscire per comprare Cavie e American Psycho. Era in casa e non lo avevo mai letto. Di DeCarlo avevo sentito parlare bene soprattutto per quanto riguarda Macno e Due di due.
Non posso dire, “mi è piaciuto”, né, “non mi è piaciuto”.
Non saprei nemmeno se consigliarlo.
Sicuramente non mi è piaciuto il modo di scrivere di DeCarlo.
A volte è svelto,sbrigativo,accelera per dare un ritmo che invece non riesce a dare.
Non ho gradito nemmeno la scelta dei vocaboli, le descrizioni delle ambientazioni, come descrive le scene di sesso, come ha descritto l’unica scena di lotta(per fortuna l’unica) del libro e molto altro.
Non mi piace il suo stile.
<“Leo, porca miseria, ti rendi conto di quanto ci rinchiudiamo fuori dalla vita, per comodità e per abitudine e per semplice mancanza di occasioni? Di come ci barrichiamo in un angolo, e ci sembra anche di stare bene? Con i cuscini e le poltrone comode e il whisky di malto e i sonniferi per non pensarci? E fuori intanto c’è la vita, e al più ci accontentiamo di immaginarcela, o di guardarla filtrata o imitata in un film o in un libro ogni tanto? La sfioriamo solo, e il tempo passa via mentre noi siamo lì barricati nei nostri soggiorni arredati con tanta cura. Ti rendi conto, Leo, porca puttana?”
“e cosa facciamo, una volta che ce ne rendiamo conto?” ha detto mio cugino. “ci rassegniamo? O tiriamo fuori il coraggio per smetterla di fare i guardoni e buttarci nelle cose?”
“io ho provato a buttarmi,” ho detto io. “ma non è stata tanto una questione di coraggio, mi ci sono trovato.”>
Quello che mi ha permesso di arrivare alla fine del libro è stata la storia, che anche se mal raccontata, mi ha preso molto.
A volte affrettavo la lettura solo per vedere se il protagonista reagiva come avrei reagito o come ho reagito io a situazioni simili a quelle vissute da me.
Già, ho trovato molte similitudini tra me e il personaggio principale di Leo Cernitori.
È un fotografo di Milano, intorno ai 40anni, divorziato, vive una vita tra gli oggetti che fotografa, i cavalletti delle sue macchine fotografiche e il suo sacco da allenamento. Tutto nel suo studio fotografico, dove c’è sia un angolo cottura che un letto a parete.
La vita fuori dal suo studio è un continuo sistema che si ripete, la palestra dove si allena nel karate(povero lui…), gli incontri con i responsabili delle ditte degli oggetti, e vita sociale fatta di incontri con donne sempre bellissime e che lui seduce e prende come nulla fosse.
Tutto quest’ordine, questo ripetersi verrà sconvolto involontariamente e indirettamente dal cugino. Persona di cui lui non ha una grandissima stima, ma che lo sorprenderà come lui non poteva proprio immaginare.
Lo fa incontrare con una suonatrice d’arpa, Manuela Duini.
L’incontro non ha conseguenze così imprevedibili, è tutto abbastanza scontato, proprio perché tutto ci viene raccontato da dentro la testa di Leo.
Il fatto è che questo Leo ci viene presentato come un tipo assolutamente affascinante, che è capace di fare tutto e al momento giusto, di dire le cose giuste e quando vanno dette, di mettere fuori gioco con le sue tecniche di karate 2 avversari per strada di far provare piaceri immensi alle donne con cui fa sesso, di insegnare loro e portarle verso piaceri mai provati…insomma…è troppo perfetto!!!
La scena del combattimento è decisamente scrita male. In una situazione realistica sarebbe tutto andato molto diversamente. Non ho idea se DeCarlo ne sia un praticante, ma le tecniche descritte mi hanno fatto inizialmente sorridere, poi dato che voleva sottolineare ogni colpo dato e ricevuto ho cominciato a stranirmi.
Non è Baricco che, nel suo bellissimo City, è riuscito a descrivere ogni colpo dei match di pugilato e facendo sentire il lettore lì, a bordo ring.
Poteva essere un po’ più vago senza cercare di entrare nei dettagli. Ne avrebbe sicuramente guadagnato.
Tutta la storia è attraversata da Tangentopoli. Siamo nella Milano di quegli anni e anche se non vengono fatti nomi, i riferimenti sono più che espliciti.
A volte poi sfiora l’assurdo.
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Per raccontare l’assurdità più grande devo trattare e raccontare un episodio che però è verso la fine del libro.
Leo entra in casa di un tipo che lui vorrebbe uccidere a suon di botte, fatto che ha sbandierato a dx e sx, ci viene anche detto che tocca con la mano senza guanti la maniglia della porta di ingresso, trova il tipo morto appeso ad una corda con una musica d’arpa che lui aveva già sentito. Vomita sul pavimento vicino a dove è il cadavere e cosa gli viene in mente???
Scappa.
Potrebbe essere una reazione normale per uno normale, non per un superman come lui!!! Avrebbe dovuto usare qualcosa per non lasciare le impronte sulla maniglia o almeno ripulirle, come avrebbe dovuto pulire il vomito…
Cmq, l’assurdità più grande è il fatto che le autorità non lo abbiano cercato dopo aver sicuramente fatto l’analisi del vomito sul pavimento e la prova delle impronte digitali sulla maniglia.
Forse sono io che sono troppo preciso e scrupoloso nei dettagli…
Cmq, da qui il romanzo poteva prendere tantissime strade, dal giallo, al thriller o continuare sulla stessa via su cui stava faticosamente rotolando.
Ha deciso per l’ultima.
Peccato.
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DeCarlo si perde in dettagli e descrizioni a volte prolisse a volte troppo brevi, a volte totalmente sbagliate, a volte non spiega proprio e ci lascia lì in attesa di sapere…lascia i fatti a metà. Li riprende dopo un po’ giusto per dare un contentino e li conclude frettolosamente.
Le idee valide ci sono, e tante…solo che non sviluppate e messe giù male.
In conclusione non mi è piaciuto. Ho faticato per finirlo e ripensandoci non credo che gli darò una seconda chance leggendo “due di due”.
Non lo consiglio.
...odio la vita...non ho amici e il mio blog non viene visitato da nessuno...
RispondiEliminavi sarei veramente grato se ci faceste un salto, anche una volta sola; vedere il numero delle visite che aumenta mi riempie il cuore! solo un click vi prego! Questo è il mio blog
vi ringrazio moltissimo
mi sento in dovere di spezzare una lancia in favore di uno dei miei personali gnomi da giardino Andrea De Carlo...fidati di me...li ho letti tutti e hai avuto la sfiga di iniziare a leggere quello più brutto.
RispondiEliminaProva Due di Due....oppure Di Noi Tre....o anche l'ultimo suo Giro di Vite.
Se ne dovessi scegliere solo uno di questi...Due di Due...poi mi dici, ok?
ele