La mia risposta pubblica a questo "articolo"
http://www.dirittodicritica.com/2012/09/11/lavoro-disoccupazione-giovani-laureati-41449/
dato che hanno bloccato i commenti...
1 - faccio parte di quei laureati che farebbe tutto pur di lavorare.
2 - vero ci sono dei posti di lavoro non ricoperti, ma richiedono un'esperienza pregressa. Non potrei mai rispondere ad una vacancy per un piastrellatore...non saprei nemmeno da dove cominciare...quindi a meno che non ci sia scritto: nessuna esperienza precedente richiesta, certo, uno un pensiero dovrebbe farcelo...
3 - vero che la scelta del tipo di facoltà sia fondamentale, ma non sempre a 18anni si hanno le idee lucide e precise o persone vicine che siano in grado di offrirti le giuste indicazioni.
4 - ho fatto in tutti questi anni, vari tipi di lavoro, dal cameriere, allo standista, al venditore di abbonamenti, al commesso, istruttore...partecipato a seminari, tirocini di formazione, tirocini di vario genere...e mai un'opportunità di un lavoro "vero", uno che desse la possibilità di pagarsi un affitto e le bollette.
5 - di lavoro ce n'è, volendo trovarlo, anche per non laureati...call center in-bound e out-bound, phone collection, cross-selling...quello che vuoi, ma il giornalista dimentica il tipo di contratti che vengono proposti dai datori di lavoro...contratti a progetto per i nuovi a 3 mesi, dato che poi non v'è certezza di cosa accadrà da gennaio 2013 grazie alla Fornero...o partita iva, ma può andare bene se guadagni sotto una certa cifra o sopra una certa cifra...altrimenti sono più le tasse che il netto...
6 - l'articolo si pone male anche perché non considera altri fattori...nel campo del lavoro "artigianale" o manuale in genere, esiste, almeno a Roma, il caporalato. Una specie di mafia...quindi per lavorare nella costruzione di immobili, nell'agricoltura, devi fare la fila su via di tor di quinti, vicino al parcheggio dell'ex gran teatro e aspettare che passi il furgone a caricarti...forse...sempre se nell'attesa non ti sei beccato una coltellata...e comunque sarebbe un lavoro in nero, saresti un fantasma...
7 - i lavori manuali richiedono esperienza e specializzazione. E' facile dire: nessuno vuole più sporcarsi le mani.
Ed è anche una cazzata...per 50posizioni aperte su questo genere di lavori, ci sono 400 extracomunitari(la maggior parte irregolari), che fanno e farebbero lo stesso lavoro per pochissimi soldi.
Ecco che se dovessi propormi, non verrei preso in alcun modo.
Io italiano, che sia laureato o meno, rappresento un costo certo per una qualsiasi società di costruzioni o di raccolta dei pomodori...
Le posizioni aperte, sono finte per la maggior parte dei casi in società in cui cercano laureati, figurarsi quelle in cui cercano solo manovalanza.
8 - Cosa deve fare quindi un laureato?
8a) fregarsene della laurea e prendere quello che trova pur di pagare le bollette e l'affitto.
8b) rispondere agli annunci che richiedono i suoi skill, e vedersi proposto altro rispetto all'annuncio pubblicato, e incazzarsi quando sente alla radio che c'erano tot posizioni aperte per quella qualifica, ma nessuno ha risposto alla vacancy...
8c) cercare una via di mezzo tra i propri skill e quello che offre il mercato, con la speranza di poter migliorare per non stare con l'ansia di non riuscire a pagare l'affitto.
8d) cancellare la laurea e altri skill acquisiti nella vita dal proprio cv, altrimenti si è considerati "troppo qualificati"...e sperare di essere presi a fare un lavoro anche sottopagato.
9 - vogliamo usare i numeri? facciamolo...torniamo al "costo" del lavoro...nella società per cui lavoravo precedentemente, noi "gestori" eravamo solo un costo fisso che tamponavano e tamponano tenendo le persone con contratto a progetto o facendo proposte contrattuali inaccettabili. L'idea di farci lavorare da casa in tele-lavoro, non è mai passata loro per la testa per un semplice motivo, avrebbero dovuto ammettere pubblciamente di avere dei lavoratori subordinati, e pagare di conseguenza il giusto tra tasse e stipendio. Economicamente, sarebbe stato per loro un vantaggio, avrebbero annullato i costi di gestione, che lì sono alti, ma non avrebbero avuto quel controllo diretto e costante dell'operatore che invece per la loro mentalità è fondamentale.
Quindi per una loro politica interna di gestione, e grazie all'esistenza del contratto a progetto, costringono laureati e non a lavorare in determinate condizioni, non propriamente lecite. E dato che c'è bisogno di "lavorare" si accetta qualsiasi cosa...
10 - vero che l'artigiano sia una figura in via di estinzione, ma non è certo per la voglia di laurearsi o di non sporcarsi le mani...siete mai andati da un meccanico o da un "cornettaro/forno" a proporvi per lavorare?
io sì...le risposte sono state:
- se non hai esperienza non posso prenderti e formarti, e in caso non potrei pagarti.
- non posso permettermi di farti un contratto e non posso tenerti qui e formarti, non voglio correre rischi di controlli...poi se ti fai male chi paga?
detto ciò, l'articolo è stato probabilmente scritto da qualche fighetto che non ha la minima idea di cosa sia il mondo del lavoro, quello vero, non quello dei giornali o della tv...
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